Giacomo Salvini

Giovanni Donzelli è un diplomato fiorentino di cui ci siamo occupati molte volte fin dal 2008 e non proprio per farne dei panegirici.
Un presenzialismo mediatico alacre e non esente da piccole disavventure, i meccanismi del promoveatur ut amoveatur e qualche tocco di quella diligente disumanità che è un prerequisito importante per ogni politico "occidentalista" gli hanno consentito una buona carriera in vari e sempre più importanti organi elettivi. Va briosamente sottolineato che le sue iniziative non hanno lasciato tracce rilevanti in nessuno di essi, facendo del suo curriculum l'esatto opposto di quello cui dovrebbe ispirarsi chiunque abbia minime pretese di serietà.
A fine marzo 2025 il (quasi sempre) ben vestito Giovanni Donzelli ha fatto l'ennesimo giro di gazzette per aver accolto con un po' di insofferenza un certo Stefano Salvini. Stefano Salvini avrebbe scritto un libro sul partito in cui Donzelli ricopre ruoli dirigenziali e parlamentari, il che potrebbe anche giustificare certe reazioni poco diplomatiche. Solo che in tutte le sue trecentotrentasei pagine non si trova nulla che consenta di aggiungere qualcosa a ritratti personali e organizzativi già più che eloquenti; diciamo pure che si tratta di una lettura che non aggiunge niente e che quindi niente dovrebbe dare da temere. Occorre comunque specificare che il non indispensabile Fratelli di chat ha contribuito in modo evidente -e per il solo fatto di esistere- a irritare individui e ambienti che meritano di essere irritati, il che è un motivo sufficiente perché le persone serie che ne hanno la possibilità pensino di dedicare qualche ora alla sua lettura.