Giacomo Salvini - Fratelli di chat
Fratelli di chat tratta degli aspetti meno edificanti della vita politica e degli scambi interpersonali tra i dirigenti e i parlamentari di un partito nato nel 2012 da quanto restava di Alleanza Nazionale e divenuto in pochi anni anni uno dei più rilevanti nella penisola italiana, fino a esprimere nel 2022 il Primo Ministro Giorgia Meloni.
Secondo il prefatore Marco Travaglio la documentazione primaria per la redazione sarebbe venuta da una "chat interna" rimasta attiva fra il 2017 e l'ottobre 2024 e poi chiusa proprio a fronte del suo ormai chiaro leaking verso critici per nulla benevoli. Dal materiale presentato, Giorgia Meloni verrebbe ritratta come "una leader fredda, calcolatrice, pragmatica, spregiudicata, ma prudente e pure leale: conosce i suoi polli, sa aspettare anche tempi lunghi, raramente si lascia trascinare dalle emozioni e dalla precipitazione e, quando lo fa, lo ammette senza problemi coram populo (il suo, s’intende)". Il suo partito invece, in conversazioni private che rivelerebbero l'ipocrisia di quanto espresso in pubblico, ne verrebbe ritratto come "perlopiù un esercito di mediocri e di gaffeur". Ma non di yes men, data la frequenza delle discussioni su temi politici di tutta rilevanza e sulla linea da tenere. Travaglio sottolinea il pessimo rapporto che i partecipanti alla chat avrebbero con la "libera informazione" della penisola italiana, nutrendo atteggiamenti ai limiti della "sindrome da accerchiamento" e della "mania di persecuzione" che secondo il prefatore sarebbero comunque molto generalizzabili nel contesto del democratismo rappresentativo.
Giacomo Salvini scrive che i materiali reperibili nella chat del partito (con un numero di iscritti compreso tra i sessantacinque e i centocinquanta) avrebbero consentito di ricostruirne il percorso di crescita, guidato da strategie "studiate con cinismo e precisione" e caratterizzato, come gli anni dell'esperienza di governo, da "una propaganda a senso unico contro la magistratura e l'informazione" oltre che da una certa dose di complottismo. I rapporti tra eletti e maggiorenti avverrebbero in un clima organizzativo tale da far scrivere all'A. che "si sono chiamati Fratelli, ma i coltelli spuntano sempre dietro l'angolo". I materiali pubblicati nel libro sarebbero stati consegnati all'A. "in copia da uno o più partecipanti, che hanno ritenuto fosse giusto si sapesse quel che i colleghi di partito pensano davvero" e sarebbero stati ripuliti da epiteti e contenuti critici "troppo forti e offensivi" ad esplicita e deliberata eccezione di quelli rivolti al segretario della Lega Matteo Salvini.
Il primo capitolo è centrato proprio sul "nemico" Matteo Salvini, definito nelle chat "cialtrone", "bimbominkia" e "senza onore", messo alla berlina per il suo galleggiare comunque, per la sua incoerenza e per la frequenza con cui si esibirebbe in gesti o dichiarazioni discutibili; nella pratica la considerazione riservatagli è quella che si addice a un avversario interno o a un leader dell'opposizione da mettere a tacere invece che ad un prima potenziale e poi effettivo alleato di governo.
Matteo Salvini sarebbe stato criticato anche per i suoi ottimi rapporti con Russia Unita, critiche pari a quelle direttegli per la esplicita captatio benevolentiae nei confronti di Donald Trump. Occorre rilevare che le attestazioni di disistima nei confronti di Matteo Salvini -e le considerazioni sulle sue scoperte e discutibili abitudini, alimentari e non- ricorrono comunque in tutto il libro con una certa frequenza e prescindono gli argomenti specifici.
Giacomo Salvini ricorda nel terzo capitolo come nel 2014 il partito oggetto di indagine fosse molto contrario al modello dell'autonomia regionale, al punto da depositare proposte di legge per la sostituzione delle regioni con un sistema di distretti a mera funzione amministrativa. Dieci anni dopo l'autonomia differenziata sarebbe diventata un pilastro della sua linea politica -sia pure a prezzo di scontri e litigi interni- per non perdere voti nel nord della penisola italiana e al tempo stesso per avere il sostegno della Lega su una riforma presidenzialista.
Il quarto capitolo prende in esame la peculiare concezione dell'ecologismo che emerge dalle chat, e che consisterebbe nel rifiutare un ambientalismo bollato come "ideologico" e nell'agevolare la realizzazione di grandi infrastrutture. Secondo Giacomo Salvini nel partito considerato coesisterebbero con evidenti difficoltà due anime, una ambientalista e una vicina al mondo delle imprese e delle infrastrutture. Ad avere la meglio sarebbe stata quest'ultima; l'ambientalismo sarebbe diventato, non senza un documentato numero di virate di centoottanta gradi effettuate a volte mantenendo "una sorta di linea comunicativa in cui si ammette candidamente di prendersi gioco degli elettori", "un orpello da sacrificare sull'altare dello sviluppo".
Nel quinto capitolo vengono trattate le vicende legate all'epidemia del 2020, la cui gestione -per lo più derubricata a "regime"- sarebbe stata indagata quattro anni dopo da una commissione d'inchiesta allestita con l'intento nemmeno tanto nascosto di delegittimare gli avversari politici. Commissione che si sarebbe rapidamente trasformata in un boomerang per i suoi sostenitori. In chiusura, lo scritto rileva che nel 2024 l'esecutivo avrebbe iniziato a cancellare retroattivamente le multe ai "no vax".
Il sesto capitolo di Fratelli di chat ricorda come la strategia del partito dal febbraio 2021 sia stata quella di non appoggiare un esecutivo di larghe intese, presentandosi come unica opposizione e capitalizzando il consenso dall'esterno. In particolare il partito sarebbe stato animato da una radicata contrarietà all'allora Primo Ministro Mario Draghi, considerato esponente delle élite bancarie, della finanza speculativa e di quei "poteri forti" che il partito aveva sempre detto di osteggiare.
Il partito considerato da Giacomo Salvini non avrebbe mai davvero fatto i conti con un retaggio storico ingombrante e di quando in quando ancora foriero di imbarazzo; l'atteggiamento generale sarebbe quello di accampare come giustificativo la giovane età tanto della formazione politica quanto dei suoi protagonisti, di asserire di non avere bisogno di patenti di liceità democratica e di mantenere un profilo basso ed evitante nei casi in cui il contraddittorio prenda una piega troppo sfavorevole. Il testo si dilunga, tra gli altri esempi, sulla ostinata propensione degli iscritti alla chat per la ricerca di piste alternative sulla strage di Bologna del 1980. Vengono esaminate anche le vicende relative alla candidatura di almeno un paio di individui dal cognome pesantissimo e molto ben accetto nelle liste, di cui sono però mal tollerati gli eccessi di esposizione mediatica. L'A. sottolinea come con l'avvicinarsi del partito al governo i suoi esponenti -su precisa esortazione dall'alto- abbiano cercato di evitare qualsiasi cosa potesse esporli ad illazioni su certe nostalgie.
Nell'ottavo capitolo Giacomo Salvini considera le elezioni presidenziali del 2022, del cui esito per nulla favorevole al partito sarebbe stato incolpato a vario titolo nelle chat l'allora leader di coalizione Matteo Salvini, colpevole nel migliore dei casi di aver "bruciato" candidati su candidati.
Nel maggio del 2021 Giorgia Meloni avrebbe elogiato in una sua autobiografia la Federazione Russa, indicata come "parte del nostro sistema di valori europei" che "difende l’identità cristiana e combatte il fondamentalismo islamico". Agli inizi del 2022 la Federazione Russa avrebbe iniziato a combattere anche e soprattutto la confinante Ucraina; il partito avrebbe reagito assumendo un atteggiamento filooccidentale ufficialmente privo di incertezze, nonostante la chat presenti ricorrenti attribuzioni causali ostili all'amministrazione statunitense guidata da Joe Biden. L'aperto sostegno a Kiev, alla NATO e agli USA secondo Giacomo Salvini avrebbero rappresentato "il voltafaccia più clamoroso" in politica estera di un partito che avrebbe tenuto molto a presentarsi agli occhi degli USA come l'unico interlocutore affidabile nella penisola italiana. Nei mesi e negli anni successivi, specie a ridosso delle consultazioni elettorali, il tema sarebbe quasi scomparso dai programmi e dalle agende di governo.
Nel decimo capitolo l'A. rileva come l'allineamento alla NATO e agli USA in politica estera abbia consentito al partito di arrivare al governo dello stato che occupa la penisola italiana "senza scossoni esterni"; dalle chat emergerebbe anche una netta preferenza per l'amministrazione Trump -non priva di rimarchevoli scivolate complottiste- accompagnata da un certo numero di cachinni sulle precarie condizioni di salute di Joe Biden.
Giacomo Salvini si occupa a questo punto dell'atteggiamento tenuto dal partito nei confronti dell'esecutivo di larghe intese del 2021-2022. In questo periodo pur sostenendo la maggioranza di governo Matteo Salvini e il suo partito si sarebbero visti cancellare o ridurre di portata alcuni provvedimenti di legge molto propagandati, cosa che non avrebbe certo contribuito a risollevare le loro quotazioni nell'ambiente preso in esame.
Il dodicesimo capitolo riguarda l'atteggiamento del partito nei confronti del potere giudiziario. Dalle chat emergerebbe un atteggiamento che striderebbe molto con i propositi di lotta al malaffare ribaditi pubblicamente e che considererebbe la magistratura come una nemica dell'esecutivo; i toni usati da alcuni partecipanti alle chat fanno parlare l'A. di "furia anti-magistrati", e anche -per non dire soprattutto- su questo argomento non mancherebbero nemmeno passaggi complottisti.
I fratelli di chat sarebbero andati al governo il 22 ottobre 2022 dopo una serrata campagna elettorale in cui avrebbero cercato di presentarsi come una formazione politica responsabile, "in grado di rispettare i vincoli di bilancio europei e gli impegni internazionali nel sostegno all'Ucraina". Durante le consultazioni sarebbero tornati fratelli e basta, dato che le chat sarebbero state silenziate per alcuni giorni per evitare per quanto possibile controproducenti fughe di notizie. L'A. nota come la formazione dell'esecutivo non sarebbe stata priva di attriti anche con gli alleati più stretti, e come il suo esordio avrebbe presentato note irrituali e senz'altro derisorie verso gli avversari politici.
I primi mesi di vita dell'esecutivo sono presi in esame nel quattordicesimo capitolo, che riepiloga un certo numero di piccoli incidenti, gaffe, qui pro quo, disavventure personali e anche figuracce vere e proprie che avrebbero trovato eco nelle chat. L'A. scrive che in pochi mesi il partito avrebbe impostato una propria strategia comunicativa basata su una newsletter quotidiana ad uso dei parlamentari, e sulla precedenza nei media a "parlamentari donne, meglio se giovani e di bell'aspetto".
Proprio la "libera informazione" viene indicata da Giacomo Salvini come "unico nemico" dei fratelli di chat, che avrebbero la tendenza a vivere in un clima di complotto permanente. Il partito si sarebbe mostrato spesso critico verso i mass media -soprattutto verso determinate trasmissioni e determinati organi di stampa- nonostante "si faccia fatica" oggettivamente a trovarne di "critici con il suo governo".
Giacomo Salvini definisce quello in esame come "un partito 'leninista' che non accetta spifferi, maldicenze, tanto meno le correnti. Chi si permette di dissentire subisce la peggiore delle punizioni: prima la sordina, poi l'esilio" e che nel corso degli anni avrebbe oltremodo accresciuto il proprio carattere personalista. Dalle chat sarebbero inoltre spesso emerse le manchevolezze vere o presunte dei parlamentari e constatazioni da alte sfere circa il basso livello della classe dirigente. Classe dirigente che si sarebbe spesso mostrata degna della valutazione, lasciandosi andare a considerazioni fra il controproducente e l'intollerabile.
Il diciassettesimo capitolo tratta specificamente dell'atteggiamento del partito verso il presidente della Commissione Europea. Atteggiamento radicalmente cambiato in meglio con il crescere delle probabilità di diventare responsabile di un esecutivo. Dopo l'ottobre 2022 il partito e la presidenza della Commissione Europea avrebbero instaurato "un legame molto stretto".
Secondo il penultimo capitolo del libro, verso l'ottobre del 2024 una serie di concomitanti contenuti mediatici sfavorevoli avrebbero ulteriormente ridotto la fiducia del Primo Ministro in carica nei confronti della dirigenza del partito e di un certo numero di parlamentari, rei di far filtrare continuamente all'esterno informazioni che avrebbero dovuto essere trattate in modo riservato. In questo contesto, il lavoro dell'A. per un organo di stampa tra i meno teneri verso l'esecutivo sarebbe stato nelle chat oggetto di particolare insofferenza. Appurata l'esistenza di un leaking nelle chat, i fratelli sarebbero arrivati a considerare seriamente l'idea di procedere sul piano legale; una mossa irrealizzabile dal momento che i presunti responsabili non sarebbero mai stati identificati.
Nel diciannovesimo capitolo l'A. illustra definizione e implicazioni del vocabolo infame, un termine mutuato dal linguaggio della malavita organizzata con cui molti esponenti di un partito dal clima organizzativo avvelenato indicherebbero i delatori, i presunti tali e più in generale chiunque si permetta di criticarli, di metterli in ridicolo o anche soltanto di esprimere riserve. In particolare sussisterebbe una irritabilissima "destra interna" sempre pronta "a puntare il dito contro nemici reali o immaginari" e di volta in volta fautrice di improduttive cacce al delatore. Le chat mostrerebbero anche un buon accordo dei partecipanti sui comportamenti consueti a molte organizzazioni politiche del democratismo rappresentativo, compresa la prassi di preferire le querele al contraddittorio ogni volta si abbia a che fare con un avversario percepito come solvibile.


Giacomo Salvini - Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni. Roma, PaperFirst 2025. 336 pp.